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Rachmaninov Malinconica Inquietudine

Sergej Rachmaninov Malinconica Inquietudine 2017

 Giuseppe Maggiolo Novella, pianista e produttore

con la partecipazione di Sergio Anrò, attore

 

Sergej Rachmaninov Malinconica Inquietudine – Melancholy Restless

 concerti 

Giuseppe Maggiolo Novella, pianista con Sergio Anrò, attore

26 febbraio 2017 ore 19 Cagliari Palazzo Siotto 

concerti 

Sergej Rachmaninov, compositore russo (come lui amava definirsi) prima che pianista e direttore d’orchestra. Nato nel 1873 a Oneg (Novgorod) ha studiato pianoforte e composizione a San Pietroburgo e a Mosca. Allievo di Siloti (a sua volta allievo di Liszt) a San Pietroburgo. A Mosca studia con Zverev, nella stessa classe di Skrjabin. Studia composizione con Taneev e Arensky. Notato da Tchaikovskij che presenterà la sua prima esibizione a 14 anni ad un concerto di giovani pianisti e compositori nel 1887. Pochi anni dopo inizia la carriera di compositore, pianista e direttore d’orchestra. Diversi concerti a Mosca e in altre città della Russia, fino al debutto a Londra nel 1899. La sua Prima Sinfonia e le sue opere per pianoforte sono bersaglio dalla critica, che lo definisce poco moderno e con lo sguardo al passato verso il romanticismo ormai al tramonto. Nasce così il dubbio, il cruccio e la paura in Rachmaninov che si convince di non essere in grado di comporre. Sospende l’attività di compositore e nemmeno l’incontro con Tolstoj lo smuove. L’idea di non dover più comporre diventa sofferenza. Decide allora di affidarsi a Nikolai Dahl, psichiatra che pratica l’ipnosi. Rachmaninov dopo tre mesi di cure riprende a comporre e dedica a Dahl il Concerto n.2. Dal 1901 al 1916 il periodo in cui si concentrano la maggior parte delle composizioni: nascono nuovi preludi, momenti musicali, studi, il terzo concerto e opere per orchestra. Il 1917 è l’anno cruciale: Rachmaninov profondamente legato alla sua terra, la Russia, è costretto ad abbandonarla durante la Rivoluzione, per non farvi mai più ritorno. Si trova costretto a migrare negli Stati Uniti, dove aveva suonato anni prima, dove prende la cittadinanza e dove muore nel 1943 a Beverly Hills, in California. In Europa prende residenza in Svizzera: la casa sul Lago di Ginevra, acquistata  nel 1932. L’America e la città di New York, sono la consacrazione definitiva del Rachmaninov artista: contratti milionari per registrazioni discografiche e concerti. Firma anche il contratto con la Steinway e con esso la fama di essere riconosciuto come il più grande pianista al mondo, e sue composizioni diventano pezzi insostituibili ad ogni concerto, suo o di altri pianisti importanti o di giovani emergenti. Ma l’allontanamento traumatico dalla madrepatria ha lasciato nel Rachmaninov uomo una ferita sempre aperta nonostante i tentativi di ricreare, nella lussuosa dimora americana, l’ambiente russo frequentando quasi esclusivamente da emigrati e rifugiati della sua terra di origine. Anche Horowitz al suo arrivo in America troverà in Rachmaninov un consigliere, un amico, capace di spianargli la strada fino a diventare suo “erede”. Anche se la “stirpe” dei grandi pianisti-compositori partita da Mozart e Beethoven, Liszt e Chopin, Albeniz e Ravel si estingue definitivamente con Rachmaninov.

«Un fantasma che girovaga inquieto per il mondo» si definisce Sergej Rachmaninov  «… sono raramente soddisfatto di me stesso e quasi mai ho l’impressione che il mio operato abbia successo: porto il peso del raccolto del rimpianto. Ma c’è un altro peso, ancor più gravoso, che mi era sconosciuto in gioventù: il peso di non avere una patria».  L’amore della sua famiglia e il conforto della musica hanno alleviato la sua inquietudine. «Comporre è una parte essenziale di me, come respirare e mangiare. Espressione dei miei pensieri più profondi, il mio costante bisogno di comporre è la mia necessità di dare un suono a quei pensieri. Scrivo quello che sento; la mia musica è l’esito del mio temperamento. Ovunque io viva la mia è sempre musica russa». Per Rachmaninov la musica nasce dal cuore e al cuore parla: ai suoi affetti, alle sue domande, ai suoi tormenti, alla sua sete d’infinito. «II compositore nella musica deve esprimere il paese di origine, le sue pene amorose, la sua religiosità, i libri e i dipinti a cui è legato: deve essere il risultato delle sue esperienze di vita. La musica nasce dal cuore e si rivolge al cuore. È amore. Sorella della musica è la poesia, e madre la sofferenza».

«Venti freddi spazzavano i campi, distruggendo il prato dei miei sogni, disseminando qua e là i semi maturi che domani toccheranno il suolo per morire o germogliare i semi soffocanti e benedire il raccolto del mio rimpianto ».                     

ascolta i brani:

 Preludio op. 3 n.2 “le campane di Mosca”

Rachmaninov /Maggiolo Novella - Vocalise op.34 

concerti

Giuseppe Maggiolo Novella, pianista e produttore

concerti 

Sergio Anrò, attore

concerti

  programma

6 Preludi op.32 n. 10 e 12 - op.23: 3, 6 , 5, 4

Etude Tableaux op.33: n. 4

Momento Musicale op.16 n.3

Barcarola op.10

*Pezzi Fantastici op.3 Elegie

Rimsky-Korsakov/Rachmaninov: Il volo del calabrone

Romance (1887)

Momenti Musicali op. 16: n. 4 e 5

Etude Tableaux op. 39 n.5

Preludio *op. 3 n.2 “le campane di Mosca”

Rachmaninov /Maggiolo Novella Vocalise op.34 

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